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Judo
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Millesettecento chilometri in due giorni ma ne è valsa la pena, se poi si torna a casa con una campionessa italiana e due terzi posti al Campionato Italiano Under 23.
E' questo quanto è successo alla società aretina OK Judo in trasferta a Lecce per il primo Campionato Italiano riservato agli atleti e atlete dai 16 ai 23 anni. Erano circa 500 i judokas iscritti provenienti da tutta Italia che si sono dati battaglia per potersi mettere in mostra in vista di convocazioni per la nazionale italiana giovanile.
Gli aretini qualificatisi per questa finale erano cinque. Hanno aperto la competizione i maschi ma purtroppo non in maniera positiva. Il primo a scendere sul tappeto di gara è stato nella categoria 73 kg Andrea Carloni. Non sappiamo se l'emozione gli ha giocato un brutto scherzo ma ha disputato un incontro apatico, senza affondare le tecniche contro un avversario abbordabilissimo che lo ha però battuto e successivamente non lo ha recuperato per le posizioni di rincalzo.
Un'altro boccone amaro è arrivato nel pomeriggio quando era di scena la categoria kg 81. Uno dei ragazzi di punta della squadra aretina, Fabio Cherici, sul quale erano riposte speranze di medaglia sicura, era l'ombra di se stesso. Non ha combattuto come sa fare, si è arreso di fronte ad un avversario minimo che poi ha naturalmente perso gli incontri successivi e Fabio non è stato recuperato.
Ci ha pensato Matteo Marconcini, nella stessa categoria, a risollevare l'umore aretino. Ha disputato degli incontri tirati con forti ed esperti atleti, e lui, seguendo le preziose indicazioni che gli arrivavano dall'angolo dal maestro Roberto Busia, è riuscito a tenere una condotta di gara impeccabile perdendo solo con il rappresentante dei Carabinieri Porcari. In seguito l'incontro per la medaglia di bronzo era contro il campione italiano 2007 Salico, e anche se l'incontro sulla carta poteva essere problematico, Matteo non si è lasciato sfuggire l'occasione di agguantare un terzo posto prezioso per il suo futuro agonistico tenendo presente che, sul podio, era l'atleta più giovane della sua categoria.
E il giorno dopo è stata ancora una ridda di forti emozioni. Le due aretine in gara, Angela Biancucci kg 57 e Francesca Cherici kg 63, spronate e caricate dal giovane Busia, e incitate dalle altre persone al seguito, hanno dato vita ad una gara bellissima ed entusiasmante. Angela si è trovata nella poule con le più forti ma una dopo l'altra le ha battute nettamente anche prima del termine. Si è arresa solo contro la valida atleta torinese Regis. Nell'ultimo incontro per il terzo posto la determinazione è stata massima e ha raggiunto meritatamente il podio che le era sfuggito ai recenti Campionati Italiani Juniores dove si dovette fermare solo al quinto posto.
Nel frattempo nell'altro tatami anche Francesca si imponeva contro le sue avversarie con tattica e cuore; gli incontri sono stati tirati fino in fondo e guadagnati secondo dopo secondo. La semifinale è stata al cardiopalma contro una avversaria di sempre, la torinese Dinasta a cui è stata impartita una lezione di judo e sconfitta con alti punteggi. L'attesa per la finale è stata impegnata da Roberto Busia per dare indicazioni tattiche contro l'altra finalista, la diciassettenne Gwend in forza alla palestra di Parma e allenata da uno dei fratelli Vismara.
Infatti durante l'incontro Francesca ha seguito i consigli del proprio maestro e ha annullato le azioni della parmense una dopo l'altra e in parità sono andate all'extra tempo; anche qui la ragazza aretina, forte anche di una ottima preparazione fisica, ha continuato a impostare il proprio combattimento e alla fine è riuscita a portare a termine un attacco valido che le ha consentito di mettersi al collo quella medaglia d'oro che le era mancata nelle ultime edizioni dei Campionati italiani di categoria; non ultima quella di appena due mesi fa dove si era dovuta "accontentare" del secondo posto.
Inoltre questi ottimi risultati hanno portato la A.S.D. Judo OK Arezzo a piazzarsi al secondo posto nella classifica delle società dietro al solito Akiyama Settimo Torinese.
Come potete immaginare la gioia era alle stelle e ha ripagato in parte i grossi sacrifici, le arrabbiature, le delusioni, gli scoraggiamenti che specialmente Roberto Busia ha dovuto subire negli ultimi tempi. Speriamo che queste medaglie e specialmente il cuore, oltre le capacità tecniche, che gli atleti hanno tirato fuori in questo week-end siano un nuovo trampolino per risultati futuri ma anche nuova passione per questo meraviglioso sport che ti riserva emozioni profonde e irripetibili.