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Storie di Sport & Pallacanestro: Pallacanestro a palla....

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La Pallacanestro Poppi, nasce negli anni ’70 e da oltre un trentennio, annovera più di una squadra iscritta annualmente, ai vari campionati di categoria. Vicini alla società, ci sono un gruppo di appassionati, che durante tutto l’anno si “sfidano” nello stesso impianto di gioco del Basket Poppi, il Palasport “Renato Bindi”. Sono un gruppo di venti amici, che si ritrovano due-tre volte alla settimana ed organizzano avvincenti partite. Le squadre non sono sempre le stesse, variano tutte le volte, l’unica cosa a non variare è il massimo impegno che viene messo sul parquet dai giocatori.
Tutti hanno più o meno giocato nelle fila della Pallacanestro Poppi, (alcuni nella categoria minibasket sino alla prima squadra). Ci sono anche altre persone, che si sono innamorati di questo sport senza averlo mai praticato, ed essendo troppo “maturi” per iniziare una carriera sportiva, ripiegano per le partite tra amici, (definite in gergo “spume”, per il premio in palio alla quadra vincente). La caratteristica di queste partite (definite vere e proprie sfide), è che quando s’inizia a giocare, il tempo si ferma e quello che c’è fuori dal palasport non ha importanza. Durante la partita, non si pensa se il compagno al quale si passa la palla, di professione è avvocato, oppure studente, se ha venti oppure cinquanta anni, se fuori dal palasport con le chiavi apre un Suv o il lucchetto della  bici, se indossa le ultime scarpe di Lebroon James, oppure le ha comprate  venti anni fa. Quello che accomuna tutti i giocatori, per quelle poche, ma intense ore, è l’amore e la passione per lo sport dalla palla a spicchi.
Il livello di gioco non è forse altissimo, ma l’impegno che i giocatori dimostrano, livella il gap tecnico. Ogni azione è giocata come se potesse attribuire uno scudetto.
Non importa se i giocatori non sono alti come Shaquille O’neil, o saltano come Kobe Bryant e se non hanno un fisico statuario. Quello che importa, è che per sei ore alla settimana, venti persone, giocano allo sport che amano. Tutto il resto, non conta....
 
Yurij Bonini
 



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