Cerca le notizie di sport giovanile e dilettantistico!
Cerca Parola:
Cerca News di:
Diventa un Polisportivo, iscriviti al sito!
Il Polisportivo

Home >> News >> Storie di sport >> Storie di Sport - Biathlon relax a Gorgon Beach

Storie di Sport - Biathlon relax a Gorgon Beach

Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria Categoria: Storie di sport
[ 0 Commenti ]

Buio Pesto. Stringo gli occhi, cercando di mettere a fuoco la palla che si alza nell’aria. Vorrei sapere dove andare, peccato che il mio cervello non ne abbia la minima idea. Bisogna essere idioti per giocare a quest’ora. Risveglio improvviso delle percezioni: è corta, è corta! La sabbia scricchiola sotto i miei piedi mentre cerco di convincere il mio corpo che può arrivare a prenderla. Lui ci tiene a convincermi del contrario.
“Poro bischero, un’tu penserai mica di arrivacci, eh? E t’ha 36 anni, ciccio, un t’ha più i’fisico!”
Punto sull’orgoglio lo obbligo agli straordinari, mi sposto, mi allungo, mi tuffo. Oddio, mi tuffo: diciamo che mi adagio modello pachiderma, prima le ginocchia, poi il bacino, poi i gomiti. Allungo le braccia, riuscendo ad infilarle tra la sabbia e la palla che schizza sopra la rete.
“Di prima!” – urlo, ma Alessandro è già in aria, cosa significa avere 11 anni di meno…
Carlo difende d’istinto, Osso sbaglia l’alzata. Porca di qua e porca di là.
“Assassino” – sibila Carlo mentre cerca di arrivarci lo stesso.
Io sto ancora tentando di rialzarmi con la velocità di un bradipo in un documentario di Superquark. La palla smanacciata da Carlo picchia contro il nasto della rete, rimbalza, si arrampica, resta in equilibrio, sospesa, casca 20 centimetri dentro il nostro campo.
Porca di qua e porca di là.
Ale si butta, beata gioventù, riesce persino a toccare la palla, ma schizza via, imprendibile per chiunque, figurarsi per me, che la guardo rotolare fuori dal campo.
“Nooo, di sotto nooo!” Tento uno scatto improbabile e patetico, mentre fisso la palla che si avvia a cadere nel fiume. Forse se picchia nella staccionata… Murphy ci guarda sempre, anche quando è distratto. La palla s’infila esattamente tra due pali e scivola in Arno.
“Ale, è nell’acqua.”
“Dai, questa volta andateci voi.”
“Te ce l’hai mandata e te sei il più giovane, quindi non c’è storia. Lascia riposare gli anziani.”
Lo sento partire al trotto mentre mi ributto a peso morto sulla sabbia per riprendere fiato.
Alzo lo sguardo al cielo, ormai praticamente buio, saranno le nove. Stiamo giocando dalle sette, senza sosta, 2 contro 2, roba da infarto per uno che l’ultima stagione di allenamento regolare l’ha fatta nello scorso millennio. Ma la passione è passione.
Come ogni sera, arrivo al Gorgone alle sei e mezza, dopo il lavoro, il costume e l’asciugamano già in macchina. Quanti siamo? Ci manca uno, Diletta e Letizia non giocano, chiama Osso, sta arrivando, convinciamo Letizia tanto non regge senza giocare, e poi le serve per allenamento, sennò come fa a fare la B2? L’opera di convincimento dura 4 secondi. Banda di drogati, incapaci di resistere alla dose giornaliera di beach.
Guardo le piante sopra di me. Dio che posto fantastico. Ascolto il fiume che scorre, tra poco arrivo, tra poco arrivo. Torna Ale con la palla, si ricomincia, 24 a 22 per noi.
Osso batte su di me. Vigliacco. La prendo, la prendo, ricevo bene, sento Ale che urla “t’ho preso bastardo!”, come t’ho preso, l’ho ricevuta io! Mi volto verso di lui e vedo che sta urlando verso terra.
Tafano bastardo, non volerai più.
La palla cade a terra, invoco lo stato di necessità per convincerli a ribattere, poi provo con la semi-infermità mentale, niente da fare, 24 a 23. Altra battuta, riceviamo, attacchiamo, prendere la palla ormai è una fatto meramente probabilistico.
Tradotto significa culo.
Carlo difende, Osso alza vicino a rete, ora tira, ora tira! E invece il depravato fa la palletta. No, dopo due ora la palletta no. La palla senza forza si ferma sulla rete, oscilla, dondola, resta incerta per un’istante che sembra durare un secolo. Poi, misericordiosa, resta nel loro campo.
Porca di qua e porca di là.
Ti sta bene, vigliacco, sei stato punito per la cattiveria di fare una palla così a un povero vecchio.
Adesso correre, è tardi, via subito verso il fiume, manca ancora la seconda prova di questo anomalo biathlon relax. Ovviamente è una prova di sopravvivenza. Come a Sparta, non c’è spazio per i deboli.
Stasera non ci va male, l’acqua è meno fredda del solito, quando ti butti non ti blocca neanche il respiro.
“Com’è, Nico?” Domanda di rito.
“L’è speciale!” Risposta di rito.
Porca di qua e porca di là.
Inizio a nuotare, le prime 2 vasche servono per portare il tuo corpo alla soglia di sopravvivenza, la terza e la quarta sono competitive. Dalla quinta si va in paradiso, quello dei beati polisportivi. E mentre godi sguazzando nell’acqua rinfrescante, perso in una natura meravigliosa e dedito solo al cazzeggio, il tuo pensiero non può esimersi dall’andare agli amici più sfortunati che affrontano lo smog ed i 38 gradi nella grande città.
Ti pensiamo sempre tanto, Checco, sappilo. 
Nuotiamo ancora un po’, poi il buio scende insesorabile. Chiaccheratina finale, a cena dove, ho fame, passo dopo da te. Te non esci Ale? Allora ci si vede domani qui, solita ora.
18.30, Gorgon Beach, Paradiso.

Nicolò Caleri

Tratto dal numero 7 della rivista "Il Polisportivo" - Settembre 2006


contents contents

sponsor box sponsor box
Progetto Sportopoliamo
sponsor box sponsor box

sponsor box sponsor box
Il Polisportivo - © 2006-2011 - Privacy Policy- Direttore Responsabile: Gianni Verdi - Editore: Nicolò Caleri - Sviluppo Web: www.net-style.it - P.IVA 01792070516
sponsor box sponsor box
sponsor
News sport giovanile

sponsor

telethon piccolo
News sport giovanile
News sport giovanile a