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Io e Dante: un giapponese sulle orme del sommo poeta

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Nel ciclismo si vince in tanti modi: a braccia alzate, in fuga, in volata. Ma si può vincere anche senza entrare in nessuna classifica, né restare per sempre negli albi d’oro. A volta per aver già vinto basta partire, per la stessa ragione del viaggio: viaggiare, come direbbe Fabrizio De André.
“Si dice che sono la salite che danno le più belle emozioni ciclistiche”, racconta Hideki Kitamura, ma a me è stata una pianura, quella di Campaldino, a trasmettere le emozioni più forti”.
Chi è Hideki Kitamura? E’ un giovane ciclista giapponese, ma non cercate il suo nome negli annali perché non è legato a grandi imprese sportive. La sua storia, però, a noi interessa lo stesso. E’ una storia di sport e di emozioni, se vogliamo una storia d’amore; ma è soprattutto la cronaca di una bella vittoria delle sensazioni sui muscoli.
Siamo in Casentino, è una bella domenica di giugno e nel fondovalle si corre la Medio Fondo “Le Vie dei legni”, partenza e arrivo a Pratovecchio, percorso nervoso che alterna pianure e brevi ma intense ascese collinari. Quando Hideki transita all’ombra del castello di Poppi, la bici scivola via senza troppa fretta, un numero fra tanti nella pancia del gruppo, mentre i più forti sono già lontani a litigarsi la vittoria. Eppure il cuore del giapponese batte forte, e non è solo fatica. “Ho pensato a Dante Alighieri, alla battaglia fra Guelfi e Ghibellini, al mio essere lì, oggi, a calpestare quel suolo. E mi sono emozionato”. Ma guarda te! Noi ci passiamo tutti giorni, in quella piana divenuta ormai una distesa di capannoni, e ci preoccupiamo solo di scansare autotreni e autovelox… E questo invece viene addirittura dalla terra del Sol Levante per pedalarci sopra.
“Se vivi in Giappone scoprire Dante non è proprio roba da tutti i giorni”. Ma può ugualmente folgorarti, fino al punto di cambiare vita. “Sono venuto a Firenze a studiare alcuni anni fa”, prosegue Hideki, “Portandomi dietro la passione per la bici. L’Alighieri già lo avevo studiato un po’, ma l’ho scoperto da voi e sto cercando di conoscerlo sempre meglio, ogni volta che ce n’è occasione”. L’occasione arriva con la gara alla quale il club fiorentino di Hideki partecipa in forze: “Potevo mancare proprio io? Qui ho potuto vedere Romena, Poppi, Campaldino e tutti gli altri luoghi del Casentino citati nella Divina Commedia. Li ho percorsi in bicicletta, nel modo che preferisco e che mi rende partecipe della storia dei luoghi che sto attraversando. I compagni di squadra e gli sponsor mi perdoneranno se, per un giorno, non sono stato forse il più attivo dei gregari. La concentrazione non è che fosse proprio al massimo. Ma io la mia corsa l’avevo già vinta”.
Appunto.

Gianni Verdi



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