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Storie di sport - Scusate sono solo un ciclista

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Pensieri veloci, sui miei piedi, mentre scopro ritrovate sensazioni di potenza e agilità.
I muscoli guizzanti, sui corti rapporti da montagna, mi rendono libero e padrone della strada.
Questo è il mio passo... nessuno è in grado di sostenerlo. Ci sono solo io... davanti a tutti, anche se per pochi istanti, in questo spazio, in questo tempo.
Vi porgo le mie scuse per i miei tanti, forse troppi, limiti. Limiti di un uomo che, solo e diverso, ha pagato sulla sua pelle per la noia e gli errori di tutti…
Mi volto spesso… ma sono solo. I miei avversari, distrutti, si guardano negli occhi socchiusi, arrossati dal sudore e mi maledicono con lo sguardo: sono l’uomo che ha sconfitto le loro sciocche vanità.
E’ a questo punto che il giovane gregario di belle speranze o il campioncino esaltato dalla stampa sportiva, tentano una reazione d’orgoglio: inseriscono il rapportone e provano lo scatto.
Sono patetici… o forse solo divertenti, mentre rientrano nei ranghi esausti, sotto lo sguardo duro del vecchio gregario, che aggrotta la fronte larga bruciata dal sole e, scuotendo la testa, li avverte che nessun uomo mortale potrà mai sconfiggere un campione.
Ed è bello allora continuare ad andare: peccato per le televisioni, gli sponsor, le ammiraglie e le scritte sulla strada. Peccato per i giornalisti e per la gente che mi rincorre e mi saluta dandomi colpi sulle spalle e gettandomi sulla schiena rivoli di acqua gelata...
Pochi riescono a capire il senso.
Tacete tutti e lasciate parlare la montagna, lasciate parlare i suoi fiori, l’erba e i germogli di questa splendida primavera inoltrata. Voglio inebriarmi dell’odore di asfalto bagnato, delle resine e dei pollini portati sulla strada dalla pioggia.
Finalmente, posso rialzarmi sulla sella e gettare alle spalle gli anni bui, la depressione, l’angoscia e la malinconia dei ricordi, per correre verso il mio senso che un Dio burlone ha messo quassù, in alto, in cima a tutte quelle salite che potrò percorrere in bicicletta. E ogni volta dovrò ricominciare, sì… perché è proprio questo il senso, il dover ricominciare, per sempre...
C’è un sapore di espiazione in tutto questo, ma non importa… Oggi le gambe girano come mai nella mia vita, ed è tutto ciò che voglio. Ve l’ho detto, sono un uomo semplice, non riesco a trattenere le lacrime per la gioia che mi dà il sentirmi ancora parte di questo mondo.
Ci sono ancora, sto pedalando... “l’è propi bel qua...”
Massimiliano Piantini


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