SAN MINIATO - Il giorno dopo il triste episodio della morte di Said Talibi, il diciottenne annegato nelle acque del Bacino remiero di Roffia, nel Comune di San Miniato, parlano i dirigenti delle due società che al bacino, da ben vent’anni, hanno la loro sede e svolgono le attività agonistiche.
“Siamo veramente rattristati dell’accaduto – commentano Daniele Corsi, presidente della Canoa San Miniato ed Enzo Ademollo, presidente della Canottieri San Miniato – ed in questo momento ci sentiamo vicini alla famiglia del giovane Said e vogliamo porgere le nostre più sentite condoglianze. Durante le ricerche abbiamo partecipato attivamente dando tutto l’apporto necessario al ritrovamento del corpo, e adesso ci sentiamo in dovere di difendere il nostro lago, un luogo sicuro e adatto a tutti”.
Tante panchine, oltre mille alberi piantati dal Comune di San Miniato. Una boccata d’ossigeno lunga mezzo chilometro. Tutto questo è il bacino remiero di Roffia, il parco acquatico compreso tra Fucecchio e San Miniato, in provincia di Pisa, che da ben vent’anni rappresenta il punto di riferimento per gli sport acquatici della zona e non solo. Al suo interno sono presenti due società, la Canoa San Miniato e la Canottieri San Miniato, due entità distinte ma che operano in stretta collaborazione per la promozione del lago e delle sue attività. Vent’anni di gare regionali, nazionali e internazionali, che ogni volta richiamano centinaia di atleti provenienti da tutta la penisola, come ad esempio lo scorso fine settimana, con oltre 1200 equipaggi iscritti per il Meeting nazionale allievi, cadetti e Master di canottaggio. In quell’occasione anche il grande Giuseppe Abbagnale, presente all’evento, ha fatto i suoi complimenti ai tecnici per la gestione dell’impianto.
Una realtà quella di Roffia, forse più conosciuta nell’ambiente sportivo che non a livello locale. Perché gli abitanti del posto sono sempre stati un po’ intimoriti dal lago, dall’idea che fosse un luogo pericoloso. Gli atleti invece sanno che è cosa ben diversa. A Roffia non manca certo la sicurezza, tanto meno la professionalità ed il rispetto delle regole da parte di dirigenti, tecnici e atleti.
“Il nostro – dicono i dirigenti delle due società Daniele Corsi ed Enzo Ademollo – è un invito a tutti a venire a vedere con i propri occhi la realtà del bacino, un luogo dove ogni giorno grandi e piccini svolgono le loro attività di allenamento e nel fine settimana gareggiano ottenendo importanti risultati agonistici”. Lo dimostrano anche le attività di educazione svolte negli anni dalla Società Canoa San Miniato. Proprio alcuni giorni fa è stata organizzata l’iniziativa ecologica “Un lago per amico”, con i bambini delle scuole che si sono divertiti a ripulire le sponde dello specchio d’acqua ed i numerosi progetti come “A scuola in canoa”, in collaborazione con la Federazione Italiana Canoa Kayak e “Verde Azzurro”, i campi estivi per i più piccoli. Segni evidenti della volontà di avvicinare e sensibilizzare le persone alla “cultura del lago”, a non vederlo come un nemico ma anzi come una risorsa in più del nostro territorio, che in tanti ci invidiano”.
Il lago infatti non è solo sport ma anche un luogo di ritrovo, dotato di servizi, area ristoro e accessibile a tutti. Lo si può anche utilizzare come spazio per una semplice passeggiata o scampagnata.
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