Trasferta lunghissima per la Scuola Basket Arezzo che vola ad Oswiecim, in Polonia, con una rappresentativa Under 18 per disputare un quadrangolare di Basket. La manifestazione sportiva a cui è stata invitata la nostra Società è frutto del recente gemellaggio tra la città di Arezzo e la cittadina polacca che prevede scambi ed incontri tra i giovani delle due comunità. Infatti il programma prevedeva una sosta di 5 giorni con i giocatori e gli allenatori ospiti presso le famiglie in modo che i ragazzi affrontassero la "vita di tutti i giorni" con e come i coetanei polacchi per meglio conoscere ed integrarsi alla realtà di un paese sicuramente diverso dal nostro, che non andava certamente scrutato con l'occhio del "normale turista".
Certamente l'aspetto umano è stato dominante su tutto facendo passare in secondo piano l'evento sportivo. Per molti della truppa accompagnata dal consigliere in rappresentanza del Comune di Arezzo Ulisse Domini è stato il "battesimo del volo" e visto quanto si è "ballato" al momento dell'atterraggio la prima delle esperienze fatte è stata veramente forte. Poi l'arrivo all'aeroporto dove già dalla prima accoglienza si è potuto apprezzare l'ospitalità e l'entusiasmo nei nostri confronti che è continuata per tutto il soggiorno nelle famiglie ospitanti. I nostri ragazzi sono stati messi a loro agio e trattati come meglio non si poteva immaginare, con attenzione e cura. La prima sera una grigliata gigantesca ha fatto sì che l'amicizia iniziasse a crescere e dopo essersi guardati per un pò da lontano i ragazzi hanno cominciato a parlare (non male la conoscenza dell'inglese dei nostri) e a conoscersi e chiaramente le prime parole della propria lingua insegnati agli altri oltre ai saluti sono state le parolacce. Già dal giorno dopo i ragazzi sembravano una sola cosa e non hanno perso occasione per stare insieme e godersi questa strana ed inaspettata amicizia.
Sicuramente il momento più significativo è stata la visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau che ha avuto in impatto emotivo fortissimo anche grazie alla guida completamente a nostra disposizione che ha saputo illustrare con competenza ed umanità le torture e le atrocità che si compivano in quei luoghi. Vi possiamo assicurare che mai mi era capitato di vedere un gruppo di ragazzi tra i 15 e 17 anni seguire con tanta attenzione, in silenzio, senza una battuta fuori luogo e con il massimo raccoglimento e rispetto in luogo che è un virtuale immenso cimitero. Al ritorno da Auschwitz presso il Municipio il Sindaco ha accolta con cordialità la nostra squadra che nel momento rappresentava tutta Arezzo.
Poi in attesa del torneo vi sono stati ancora momenti di ritrovo dove l'allegria l'ha fatta da padrona, inenarrabile un karaoke dove abbiamo cantato anche in polacco, e momenti più profondi come la gita alla città di Giovanni Paolo II, Wadowice, con la visita alla casa natale del defunto Pontefice.
Poi finalmente il Torneo che, nonostante le sconfitte, è stato positivo per l'impegno profuso da tutti ed anche per il buon livello di gioco espresso da ragazzi nonostante provenissero da tre squadre diverse.
Sicuramente buone esperienze anche dal lato sportivo. Poi è arrivato il momento dei saluti ed alla "cena d'addio" il Presidente della Niwa, società che ci ha ospitati, ci ha sentitamente ringraziati della nostra partecipazione e noi per la loro ospitalità. La commozione si poteva toccare con mano, il desiderio espresso da tutti di poterci rivedere era veramente forte. Si può dire che i ragazzi, ma anche gli accompagnatori, sono usciti da questa "avventura" umanamente arricchiti da una grande lezione di vita.
Per questo la Scuola Basket Arezzo intende ringraziare l'amministrazione comunale per l'opportunità che è stata concessa alla nostra società, che oltre a far tesoro dell'esperienza maturata attende con ansia il momento per ricambiare il favore ospitando i cestisti polacchi.